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Cane che si gratta: Cause, rimedi e quando andare dal veterinario

Se hai un cane, prima o poi ti sei ritrovato a guardarlo grattarsi con quella determinazione quasi comica, zampa dietro l'orecchio, occhi socchiusi, lingua di fuori, e ti sei chiesto se fosse normale oppure no. La risposta breve è: dipende. Un grattamento ogni tanto fa parte della vita di qualsiasi cane, esattamente come per noi è normale grattarci di tanto in tanto. Il problema nasce quando il grattamento diventa ossessivo, continuo, e inizia a lasciare segni sulla pelle. Capire perché il tuo cane si gratta è il primo passo per aiutarlo davvero. E spesso, con le informazioni giuste, puoi fare molto già da casa prima ancora di mettere piede dal veterinario.

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Perché il cane si gratta: Le cause più comuni

Il grattamento è sempre un sintomo, non una malattia. Significa che qualcosa sta causando disagio sulla pelle o sotto di essa, e il cane fa l'unica cosa che può fare per alleviarlo. Le cause possono essere molto diverse tra loro, e identificare quella giusta è fondamentale per scegliere il rimedio corretto.

Le pulci: Il sospettato numero uno
Partiamo dalla causa più diffusa e spesso più sottovalutata: le pulci. Molti proprietari sono convinti che il loro cane non possa avere le pulci perché vive in casa, è pulito e viene curato regolarmente. Purtroppo non è così: le pulci si prendono ovunque, dal parco al condominio, e bastano pochi esemplari per scatenare un prurito intenso e persistente.

La cosa che rende le pulci particolarmente insidiose è che non sempre si vedono facilmente. Quello che si trova più facilmente è il loro escremento, piccoli puntini scuri simili al pepe, che si notano sulla cute del cane soprattutto nella zona della base della coda, dell'inguine e del ventre. Se bagni questi puntini con un po' di acqua su un fazzoletto bianco e diventano rossastri, si tratta di sangue digerito, conferma quasi certa della presenza di pulci.
Alcuni cani sviluppano anche una vera e propria allergia alla saliva della pulce, chiamata DAPP, dermatite allergica da puntura di pulce, che provoca un prurito devastante anche con pochissimi parassiti presenti. In questi soggetti basta una sola puntura per scatenare settimane di grattamento intenso.

Le allergie alimentari
Le allergie alimentari sono una delle cause di prurito cronico più difficili da identificare, proprio perché non ci si pensa subito. Quando un cane è allergico a un ingrediente del suo cibo, la reazione non è sempre gastrointestinale: spesso si manifesta principalmente sulla pelle, con prurito, arrossamento e infiammazione che colpiscono in modo caratteristico le zampe, le orecchie, l'inguine e il contorno degli occhi.
Gli ingredienti più comunemente coinvolti nelle allergie alimentari del cane sono le proteine animali come pollo, manzo e uova, ma anche il grano e altri cereali possono essere responsabili. Identificare l'allergene richiede una dieta di eliminazione rigorosa, della durata minima di otto settimane, in cui si somministra al cane una fonte proteica mai mangiata prima, come cavallo, cervo o pesce, per osservare se i sintomi migliorano.

Le allergie ambientali o atopia
L'atopia canina è l'equivalente della febbre da fieno nell'uomo: una reazione allergica a sostanze presenti nell'ambiente come pollini, acari della polvere, muffe e graminacee. A differenza delle allergie alimentari, l'atopia tende ad essere stagionale, almeno inizialmente, per poi diventare perenne con il passare degli anni.
Il cane atopico si gratta in modo caratteristico: zampe, orecchie, pancia, ascelle e contorno degli occhi sono le zone più colpite. Spesso lecca le zampe fino a macchiarle di un caratteristico colore ruggine causato dalla saliva. L'atopia non si guarisce ma si gestisce, e con il supporto veterinario la qualità di vita del cane può essere molto buona.

I parassiti esterni: acari e rogna
Oltre alle pulci, esistono altri parassiti microscopici che possono causare prurito intenso. La rogna sarcoptica, causata dall'acaro Sarcoptes scabiei, provoca un prurito furioso, quasi insopportabile per il cane, e si manifesta con croste e perdita di pelo soprattutto su orecchie, gomiti, zampe e muso. È molto contagiosa, anche per l'uomo, e richiede trattamento veterinario immediato.
La rogna demodettica, causata dall'acaro Demodex, è invece meno pruriginosa ma causa perdita di pelo in chiazze tipicamente sul muso e sulle zampe anteriori. Colpisce più frequentemente i cuccioli o i cani con un sistema immunitario compromesso.

La secchezza della pelle
Esattamente come succede agli esseri umani, anche i cani possono soffrire di pelle secca, soprattutto durante i mesi invernali quando l'aria di casa è secca a causa del riscaldamento.
La pelle secca provoca prurito diffuso e si manifesta con forfora visibile sul pelo, cute opaca e tendenza a grattarsi in modo generalizzato senza una zona specifica particolarmente colpita.
Una dieta povera di acidi grassi essenziali può contribuire alla secchezza della pelle. In questi casi l'integrazione con olio di salmone o altri omega-3 porta spesso a miglioramenti visibili nel giro di qualche settimana.

Lo stress e il grattamento psicogeno
Non tutti i grattamenti hanno una causa fisica. I cani stressati, annoiati o ansiosi possono sviluppare comportamenti ripetitivi come leccarsi, mordersi e grattarsi in modo compulsivo anche in assenza di qualsiasi problema cutaneo. È una forma di scarico della tensione, simile a quello che fanno gli esseri umani quando si mangiano le unghie o si grattano la testa quando sono nervosi.
Il grattamento psicogeno colpisce spesso zone specifiche come le zampe anteriori o i fianchi, e tende a intensificarsi nei momenti di maggiore stress come i temporali, i fuochi d'artificio o i cambiamenti di routine. Se escludi le cause fisiche e il grattamento persiste, vale la pena valutare la dimensione emotiva del problema.

Come capire dove si gratta e cosa significa

La zona del corpo in cui il cane si gratta non è un dettaglio secondario: è spesso il primo indizio sulla causa del problema. Osservare con attenzione dove si concentra il disagio ti aiuta a orientarti prima ancora di parlare con il veterinario.

Si gratta le orecchie
Il grattamento alle orecchie è quasi sempre legato a un'otite, un'infezione del condotto uditivo causata da batteri, funghi o acari. Un cane con l'otite si gratta un'orecchio con insistenza, scuote la testa frequentemente e spesso inclina la testa di lato. Se avvicini il naso all'orecchio e senti un odore sgradevole, o se vedi un secreto scuro o giallastro, è il momento di andare dal veterinario senza aspettare.

Si gratta il muso e intorno agli occhi
Il prurito concentrato sul muso, intorno agli occhi e sulle labbra è spesso un segnale di allergia, sia alimentare che ambientale. Può anche indicare una reazione a qualcosa con cui il cane è venuto a contatto durante la passeggiata, come una pianta urticante o un prodotto chimico sul terreno.

Si gratta la pancia e l'inguine
La zona del ventre e dell'inguine è particolarmente sensibile e reagisce facilmente a contatti con erba, prodotti chimici, superfici sporche o parassiti. Un arrossamento improvviso dopo una passeggiata in un'area verde è spesso una dermatite da contatto, che tende a risolversi in pochi giorni ma che va monitorata con attenzione.

Si gratta la base della coda
La base della coda è la zona preferita dalle pulci e il segnale più classico di infestazione. Un cane che si gratta ossessivamente proprio lì, e magari si morde anche la coda o si strofina il sedere sul pavimento, merita un'ispezione attenta della cute in quella zona.

Si gratta le zampe e le lecca
Le zampe leccate e grattate fino a diventare rosse o color ruggine sono un segnale quasi diagnostico di allergia, soprattutto atopica o alimentare. È uno dei sintomi più frustranti da gestire perché il leccamento continuo provoca ulteriore infiammazione, creando un circolo vizioso difficile da interrompere senza intervenire sul problema sottostante.

Cosa puoi fare nell'immediato

Non tutto richiede una visita veterinaria immediata. Ci sono situazioni in cui puoi intervenire in modo efficace già da casa, almeno nelle prime fasi, mentre valuti se il problema si risolve o persiste.

Controlla e tratta le pulci
Se sospetti le pulci, inizia da qui. Usa un antiparassitario specifico per cani, mai quello per gatti perché può essere tossico, scegliendo tra spot-on, compresse o collari a seconda di cosa consiglia il tuo veterinario. Ricorda che trattare solo il cane non basta: le pulci vivono nell'ambiente e le uova si trovano in tappeti, divani e cucce. Tratta anche l'ambiente con prodotti specifici e lava tutto quello che puoi ad alta temperatura.

Cambia il cibo
Se sospetti un'allergia alimentare, parla con il tuo veterinario di una dieta di eliminazione. Nel frattempo puoi passare a un cibo monoproteico, ovvero con una sola fonte di proteine animale, ipoallergenico o a base di ingredienti che il tuo cane non ha mai mangiato prima. I miglioramenti, se l'allergia è alimentare, si vedono in genere entro sei o otto settimane.

Integra con Omega-3
L'integrazione con acidi grassi essenziali, in particolare gli omega-3 presenti nell'olio di salmone o nel pesce azzurro, ha un effetto antinfiammatorio sulla cute e migliora la barriera cutanea. Non è una soluzione magica, ma è un supporto utile in quasi tutti i casi di prurito cronico e non ha controindicazioni rilevanti nei cani sani.

Bagni lenitivi
Un bagno con uno shampoo specifico per cani sensibili o a base di avena colloidale può dare sollievo temporaneo al prurito. Attenzione però a non esagerare con la frequenza dei bagni: lavare il cane troppo spesso rimuove il film protettivo naturale della cute e può peggiorare la secchezza e il prurito nel lungo periodo. Una volta ogni tre o quattro settimane è generalmente sufficiente.

Quando andare dal veterinario

Il buon senso è la guida migliore. Ci sono situazioni in cui aspettare non è una scelta saggia e il veterinario è l'unica risposta corretta.

Vai dal veterinario senza aspettare se il cane si gratta al punto da procurarsi ferite aperte, se la pelle è arrossata, gonfia o presenta croste diffuse, se hai trovato zona di perdita di pelo, se il grattamento è iniziato improvvisamente e con grande intensità, se noti un odore sgradevole dalla cute o dalle orecchie, se il cane non dorme per il prurito, o se hai già provato rimedi casalinghi per una o due settimane senza nessun miglioramento.

Il veterinario potrà eseguire test specifici come il raschiato cutaneo per individuare gli acari, il citologico per identificare infezioni batteriche o fungine, e nei casi più complessi proporre un percorso allergologico per identificare gli allergeni specifici.

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